
Le celebrazioni ufficiali del mitico C64 si terranno lunedì 10 dicembre al museo di storia dei Computer di Mountain View, in California, alla presenza del fondatore della Commodore Jack Tramiel.
Lui è un polacco che si è trasferito negli Usa dopo la seconda guerra mondiale e che viveva riparando macchine da scrivere prima di creare l’apparecchio che avrebbe venduto 17 milioni di pezzi in tutto il mondo. I primi C64 apparvero in America alla fine del 1982: dotati di 64 kilobyes di memoria costavano 595 dollari. Era un apparecchio dal prezzo modico, ideato per le famiglie e facilmente reperibile, a differenza degli altri pc già presenti sul mercato, come l’Atari, anch’esso simbolo degli anni ‘80, che costavano il triplo. L’apparecchio era di semplice utilizzo, se paragonato ai concorrenti PET e il VIC-20, ed aveva un catalogo di diecimila programmi, tra cui giochi, fogli di calcolo e programmi di scrittura. Nel 1984 il C64 subì un restyling che lo fece diventare più ricco in colori e dal software più elaborato, il Commodore Plus/4. Un successo fu anche il Commodore 128, un apparecchio con dotato delle caratteristiche più richieste nei nuovi computer. La fine degli anni Ottanta ha segnato il declino del Commodore che cominciava a vender sempre meno sino quando non fu ritirato dal mercato nel 1991.
Dal sito della Cnn, Brian Bagnall, ingegnere del Commodore, a proposito del C64 dice che “era qualcosa di talmente nuovo, la prima macchina accessibile a tutti con un linguaggio, il Basic, che permetteva addirittura di crearsi i programmi da soli. Certo, adesso pensare al rumoroso floppy disk e alla grafica rudimentale fa sorridere, ma ha insegnato molto sul computer”. A distanza di anni la Commodore è tornata nel 2004 sul mercato con nuove macchine per giochi, ma di sicuro il suo pezzo forte creato ben 25 anni fa resterà nella storia e nei cuori dei suoi appassionati e fedeli sostenitori.
Fonte: BlogScienze
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